Aiuti comunali, ma davvero?

Aiuti comunali, ma davvero?

Milanoeoltre.org – MILANO. Al via un nuovo bando per erogare nuovi buoni spesa a chi, durante il lockdown, non ha visto il minimo aiuto da parte del Comune di Milano.
Fui il primo a denunciare che una domanda per accedere al primo bando era stata posta in maniera sbagliata da un burocrate che forse pensava di star preparando un test di ammissione alla ricerca di personale.
Poi seguirono altri pasticci su tessere consegnate e per cui non arrivò mai il PIN.
Domande accolte in un primo momento per poi essere depennate dalla lista degli aventi diritto.
Tanti furbetti esclusi, ma anche milanesi che non avevano alcuna colpa.
Ritengo sbagliato che il reddito complessivo familiare sia da riferire al 2018 e non al 2019 perché abbiamo visto che in pochi giorni può succedere di tutto, figuriamoci cosa può accadere in un anno e mezzo.
Ieri ho ricevuto risposta a un’interrogazione presentata a fine aprile per sapere chi fossero i beneficiari dei buoni spesa.
I dati sono ovviamente coperti da privacy, ma a scorrere la lista di 733 pagine evidenzio che il 60% circa dei codici fiscali sono attribuibili a persone di origine straniera.
Ben lungi da me essere razzista, ma evidenzio che molti italiani sono stati tagliati fuori dalla graduatoria per gli stessi requisiti per cui oggi Rabaiotti presenta un nuovo bando.
Sarebbe opportuno rivedere il bando.
Alcune categorie di persone sono state tagliate fuori dalla graduatoria e rischiano di esserlo anche in questa tornata.
Penso alle scodellatrici o agli artisti di strada, le prime messe in cassa integrazione con stipendi che già normalmente non arrivano ai mille euro e i secondi che non sono riconosciuti fiscalmente.
Per non parlare dei tanti autonomi e giovani professionisti che in questi quattro mesi hanno incassato poco o nulla.
Per le categorie dimenticate da tutti il Comune di Milano pensa di attivarsi?
*Consigliere comunale di Milano, Forza Italia. 

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