I Milanesi a rischio contagio, chiudiamo la MM

I Milanesi a rischio contagio, chiudiamo la MM

Milanoeoltre.org – MILANO. Raccogliamo l’ennesimo grido di allarme lanciato dall’assessore Giulio Gallera.
Anche a Milano abbiamo un disperato bisogno di invertire la curva dei contagi.
Bisogna fermare tutto quello che è occasione di contagi, in primis la mobilità promiscua”  lo affermano in un comunicato stampa Luigi Amicone e Alessandro De Chirico, consiglieri di Forza Italia a Palazzo Marino.
“Chiediamo a gran voce una seduta urgente del Consiglio comunale – propongono i consiglieri – per decretare la chiusura immediata delle metropolitane prendendoci le nostre responsabilità.
Non vogliamo entrare nella polemica politica su chi ha deciso la riduzione delle corse. Il Governo ha emanato un decreto, la Regione lo ha recepito, ma ATM – controllata al 100% dal Comune – ha attuato la riduzione delle corse, toppando in pieno”.
I due consiglieri comunali di forza Italia pur evitando le polemiche ricorrono ad un linguaggio chiaro ed inequivocabile in un momento di emergenza come questo:
“Ora bisogna chiudere un veicolo di coltura e diffusione del virus come sono le metropolitane, darebbe un messaggio forte a chi continua a sottostimare la pandemia e faciliterebbe l’avvicinarsi al punto di inversione della curva dei contagi.
Riteniamo che sia assolutamente certo che il 40% di cittadini non ha ancora elaborato il messaggio “state in casa”.
È necessario impedire ai milanesi di fare passeggiate e di andare al parco.
Bisogna “chiudere” la città prima che il virus contagi quelle migliaia di milanesi che credono di essere in vacanza.
Servono la Polizia Locale e l’Esercito a presidio di parchi e piazze dove si trovano gruppi di irresponsabili, comprese mamme con figli.”
L’SOS lanciato da i due politici di opposizione di Palazzo Marino è davvero dettato dalla situazione contingente che, pare, Palazzo Marino sottovaluti. Ed ecco l’appello rivolto ad assessori e sindaco da parte di Amicone:
“Cari colleghi, capigruppo, assessori, sindaco, visto il progredire esponenziale della pandemia ci poniamo per Milano il problema della mobilità/promiscuità.
A cosa servono i controlli di polizia ed esercito se poi di fatto i cittadini si accalcano o comunque viaggiano su mezzi e sopratutto metro in gruppi consistenti?
Dalle notizie che abbiamo risulta ormai chiaro che la lotta al virus è diventata una corsa contro il tempo.
Se questo virus è più veloce delle nostre risposte, per quanto eccezionali esse siano – tutto il bene che sappiamo della eroica prestazione di medici infermieri gente comune, tutte e tutti – le nostre risposte restano inadeguate finché non si toglie al virus la facilità di spostarsi da un corpo all’altro.
Il 10% degli infettati finisce in terapia intensiva. Questo 10% è il dato che ci schianta. Bisogna chiudere anche alla socialità dei pendolari e, come minimo, chiudere le metropolitane.
Come andrà a lavorare quel resto di popolazione che ancora ha un lavoro regolare, oltre al personale sanitario? In automobile, in bici, in taxi per medici e infermieri, con prezzi politici (interviene comune).
L’economia? Ci pensiamo dopo. Adesso è chiaro che Milano è Wuhan, un immenso focolaio.
Facciamo un consiglio urgente collegati a distanza. È l’ora delle decisioni non della cura dell’immagine di sé, come singoli e come partito”.
Adesso c’è solo da augurarsi che la pachidermica macchina politico-burocratica del Comune di Milano comprenda la reale situazione di emergenza e che, come già accaduto, chiuda le stalle dopo che i buoi saranno scappati.

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