Il Sindaco ferma il 5G

Il Sindaco ferma il 5G

Andrea Cipullo

Milanoeoltre.org – Vermezzo con Zelo. Sette considerazioni, un paio di premesse e una sola conclusione: un secco e deciso no al 5g.
Nel milanese un Comune attento alla salute sei cittadini, il “neonato” Vermezzo con Zelo, che ha deciso di vietare, bandire dal proprio territorio la sperimentazione per le connessioni e tecnologie di “quinta generazione”.
A stabilirlo, con un’ordinanza firmata lunedì 4 aprile, è stato il sindaco Andrea Cipullo.
Nel documento ufficiale si fa riferimento ad alcuni studi scientifici per giustificare il diniego alla sperimentazione.
Ad aprire l’ordinanza sono una serie di considerazioni, tra cui: “Il 5g si basa su microonde a radiofrequenze più elevate dei precedenti standard tecnologici, anche dette onde millimetriche, che comportano maggiore energia trasferita ai mezzi in cui le radiofrequenze vengono assorbite, in particolare i tessuti umani, e minore penetrazioni nelle strutture solide”.
Quindi, c’è un richiamo alla mancanza di “qualsiasi studio preliminare sulla valutazione del rischio sanitario” e un rimando a un “documento pubblicato nel 2019 dal comitato scientifico della commissione europea, Scheer”, che “afferma che il «5g lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche»”.

Un no al 5g che farà discutere…
E ancora, nell’ordinanza il sindaco prende poi atto che “nel 2011 la Iarc ha classificato i campi elettromagnetici delle radiofrequenze come possibili cancerogeni per l’uomo” e tiene conto che: a questo  punto, dato che “spetta al sindaco la responsabilità di adottare le migliori tecnologie disponibili e di assumere ogni misura a cautela volta a ridurre l’inquinamento elettromagnetico e le emissioni prodotte ed i rischi per la saluta della popolazione”, lo stesso sindaco “ordina il divieto di sperimentazione e diffusione del 5g ed installazione delle relative antenne sul territorio comunale applicando il principio precauzionale sancito dall’unione europea”.

“Non ce la sentiamo di mettere
a rischio la salute dei cittadini”
Proprio Cipullo in serata ha annunciato e commentato la decisione dalla propria pagina Facebook. “Oggi è stata emanata un’ordinanza che vieta l’installazione di antenne 5G sul nostro territorio comunale.
Con questo non vogliamo demonizzare la tecnologia – ha assicurato -, ma si tratta di un terreno ancora inesplorato che non desideriamo venga sperimentato a spese del nostro territorio e della nostra comunità”.
“Finché non ci saranno degli studi più chiari e finché non verranno specificati meglio gli eventuali rischi per ambiente e persone – ha concluso – non ce la sentiamo di mettere a rischio la salute dei nostri concittadini”.

Gli esperti dicono che…
Eppure per molti esperti la tecnologia 5g è addirittura più sicura delle precedenti.
A garantirlo è Ilenia Tinnirello, docente di “Reti radiomobili” alla facoltà di Ingegneria elettronica dell’Università di Palermo, una prof che insomma di onde elettromagnetiche se ne intende.
“Si tratta di una banda radio che finora non è mai stata utilizzata e che è molto alta rispetto a quella delle reti cellulari – ha spiegato a PalermoToday parlando delle “onde millimetriche”, le stesse richiamate dal sindaco nell’ordinanza -, ma sappiamo che più aumenta la frequenza e più i fenomeni di propagazione sono direttivi e ci sono quindi minori dispersioni”. Motivo per cui “è più sicura”.
“Sono stati compiuti diversi studi, ma non esistono risultati conclamati ed infatti un’esposizione prolungata ad onde elettromagnetiche a potenza elevata è definita ‘probabilmente cancerogena’. Nel 2018, una ricerca ha dimostrato che topolini maschi esposti a segnali generati da stazioni 2G e 3G avevano una probabilità maggiore di sviluppare tumori al cuore, per esempio – è uno degli studi che viene citato nell’ordinanza – ma l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro classifica queste esposizioni come possibili fattori di rischio”, ha assicurato l’esperta.

Spiegazioni rassicuranti!?
E poi ci sarebbe un altro motivo, fondamentale, per stare tranquilli: “In Italia, comunque, abbiamo la legge più restrittiva a livello europeo sulla potenza totale che può essere utilizzata – ha chiarito la Tinnirello -.
Visto che esistono dei fattori di dubbio per eventuali ripercussioni sulla salute, nel nostro Paese si è deciso di fissare una soglia massima da non superare che è la più bassa in Europa.
E questo varrà anche con il 5G, tanto che se nei punti in cui sarà sviluppata questa tecnologia esistessero già stazioni 2G o 3G che possano portare ad un superamento della soglia, occorrerà eventualmente spegnerle”.

Nella foto in alto, dell’Eritel, lo schemino che spiega l’evoluzione del 5G

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